Come si misura la vitamina D
La vitamina D si forma soprattutto nella pelle esposta al sole e in piccola parte arriva dal cibo. Il fegato la trasforma in 25-OH vitamina D (25-idrossivitamina D), la forma che si misura negli esami del sangue perché riflette le riserve dell'organismo. Il risultato si esprime in ng/mL oppure in nmol/L: per passare da ng/mL a nmol/L si moltiplica per circa 2,5 (12 ng/mL corrispondono a 30 nmol/L).
La vitamina D è essenziale per le ossa, perché aiuta ad assorbire il calcio. Negli ultimi anni però grandi studi hanno ridimensionato molte delle aspettative che si avevano sugli integratori nelle persone sane.
I valori: cosa dicono le regole italiane
In Italia il riferimento pratico è la Nota 96 dell'AIFA, che stabilisce quando la vitamina D è a carico del Servizio sanitario. Con l'aggiornamento del 2023, per le persone adulte senza particolari condizioni di rischio la soglia è scesa da 20 a 12 ng/mL. In sintesi:
Alcuni referti indicano come «desiderabili» valori sopra 30 ng/mL. Non è una contraddizione: è la soglia che la Nota 96 usa per chi ha iperparatiroidismo o osteoporosi da curare, ma per una persona sana un valore tra 12 e 30 ng/mL non è automaticamente una carenza da trattare. Ogni laboratorio ha i propri intervalli, e la lettura spetta al medico.
Perché le linee guida sono diventate più prudenti
L'AIFA ha aggiornato la Nota 96 dopo due grandi studi randomizzati, l'americano VITAL e l'europeo DO-HEALTH: 2.000 unità al giorno di vitamina D per diversi anni non hanno ridotto le fratture nelle persone sane senza fattori di rischio per osteoporosi, anche in chi partiva da valori più bassi.
Nello stesso senso va la linea guida 2024 della Endocrine Society. Per gli adulti sani sotto i 75 anni:
- sconsiglia di misurare la vitamina D a tutti di routine, comprese le persone con obesità o pelle scura, salvo indicazioni specifiche;
- sconsiglia di usare una soglia di 25-OH vitamina D per decidere se integrare, perché gli studi non hanno individuato livelli associati a benefici chiari;
- suggerisce di non superare, tra i 19 e i 74 anni, l'apporto raccomandato (600 unità al giorno, 800 dopo i 70 anni);
- suggerisce invece un'integrazione per bambini e ragazzi, persone oltre i 75 anni, gravidanza e prediabete ad alto rischio.
Sono raccomandazioni condizionali, basate per lo più su prove di certezza bassa: il quadro scientifico è ancora in evoluzione.
Le cause più comuni di vitamina D bassa
- Poca esposizione al sole, la fonte principale di vitamina D.
- Malattie che riducono l'assorbimento intestinale.
- Farmaci che interferiscono con il metabolismo della vitamina D, da usare per lungo tempo.
- Condizioni di fragilità, come allettamento o vita in struttura.
Gli esami che il medico guarda insieme
Con LongME il medico legge la 25-OH vitamina D (area nutrienti) insieme a calcio, fosforo e magnesio e alla funzione dei reni (creatinina, eGFR) nell'area reni e sali minerali, alla fosfatasi alcalina (fegato) e, quando serve, ad altri esami del metabolismo osseo che indica a parte. Sono tra gli esami di LongME.
Come ti aiuta LongME
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Le cause più comuni e gli esami utili.
→ GuidaFerritina altaPerché non sempre significa troppo ferro.
→ EsamiTutti gli esamiNove aree più lo stress ossidativo.
→Domande frequenti
Qual è il valore normale della vitamina D?
Non c'è un valore unico condiviso. In Italia la Nota AIFA 96 considera carenza un valore sotto 12 ng/mL nelle persone senza fattori di rischio; soglie più alte (20 o 30 ng/mL) valgono in condizioni specifiche. Il laboratorio può indicare intervalli diversi.
Devo prendere vitamina D se ho 20 ng/mL?
Dipende. Per un adulto sano senza fattori di rischio, le regole italiane e le linee guida 2024 non indicano un'integrazione automatica. Se prendi certi farmaci, hai malassorbimento o osteoporosi, il medico può indicarla.
È utile misurarla ogni anno?
Le linee guida 2024 sconsigliano di misurarla di routine nelle persone sane. Il medico la richiede quando ci sono indicazioni specifiche.
La vitamina D può fare male?
Le dosi alte prese senza controllo non sono prive di rischi, e l'AIFA ha aggiunto alla Nota 96 un paragrafo sui rischi di un uso improprio. Meglio decidere dose e durata con il medico.
Fonti
1. AIFA. Aggiornata la Nota 96 sulla vitamina D, 21 febbraio 2023
2. Testo della Nota AIFA 96: soglie di 25(OH)D e criteri di prescrivibilità
3. Demay MB et al. Vitamin D for the prevention of disease: an Endocrine Society clinical practice guideline. J Clin Endocrinol Metab, 2024
Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026.
Queste informazioni non sostituiscono la visita medica. Per sintomi gravi o improvvisi chiama il 112.