Cos'è lo stress ossidativo
Ogni giorno le tue cellule usano ossigeno per produrre energia. In questo processo si formano anche molecole molto reattive, i radicali liberi, che in piccole quantità servono all'organismo ma in eccesso possono danneggiare grassi, proteine e DNA. Per tenerle a bada il corpo ha un sistema di difese antiossidanti.
Si parla di stress ossidativo quando l'equilibrio si sposta: troppi ossidanti, difese insufficienti, o entrambe le cose. I radicali liberi durano frazioni di secondo e non si possono misurare direttamente nel sangue di routine. Si misurano invece le loro «tracce» e la capacità delle difese. È esattamente quello che fanno d-ROMs e BAP.
Il test d-ROMs: le tracce dell'ossidazione
Il nome sta per derivatives of reactive oxygen metabolites, cioè derivati dei metaboliti reattivi dell'ossigeno. Il test misura nel siero gli idroperossidi, molecole che si formano quando gli ossidanti attaccano grassi, proteine e altre sostanze. Basta una piccola quantità di siero: una reazione chimica produce un colore che lo strumento legge con un fotometro.
Il risultato si esprime in unità Carratelli (U.CARR), dal nome del ricercatore che ha messo a punto il metodo. Per convenzione, 1 U.CARR corrisponde a 0,08 mg/dL di perossido di idrogeno. Nella versione automatizzata, uno studio di valutazione ha trovato una variabilità tra misure ripetute inferiore al 5%.
Il test BAP: la forza delle difese
Il BAP (biological antioxidant potential, potenziale antiossidante biologico) misura quanto il plasma è capace di «neutralizzare» gli ossidanti. Il principio è semplice: gli antiossidanti presenti nel campione riducono gli ioni ferro da una forma all'altra, e la soluzione cambia colore in proporzione. Il risultato si esprime in micromoli per litro (µmol/L). Più è alto, maggiore è la capacità antiossidante.
Letti insieme, i due test raccontano l'equilibrio: un d-ROMs alto con un BAP basso indica uno sbilanciamento più marcato di un d-ROMs alto con difese ben conservate.
Come si leggono i valori
Queste sono le fasce più usate nella letteratura del metodo. Ogni laboratorio può avere i propri intervalli: il tuo referto è quello che conta, e lo legge il medico.
Alcuni lavori indicano come riferimento 250-350 U.CARR: la soglia tra «normale» e «lievemente alto» non è uniforme, e conta più l'andamento nel tempo del singolo numero.
Cosa dicono gli studi
Il dato più solido viene da una meta-analisi del consorzio europeo CHANCES, pubblicata su BMC Medicine nel 2015: oltre 10.600 adulti tra 45 e 85 anni, seguiti per anni in Germania, Polonia, Repubblica Ceca e Lituania. Rispetto a chi aveva un d-ROMs fino a 340 U.CARR, chi superava 500 U.CARR aveva un rischio di morte per malattie cardiovascolari circa cinque volte più alto e una mortalità complessiva circa doppia, anche tenendo conto degli altri fattori di rischio.
Una revisione del 2022 sulla rivista Antioxidants conclude che valori alti di d-ROMs sono un predittore indipendente di eventi cardiovascolari e mortalità, con un rischio che comincia a salire sopra 340 U.CARR e cresce in modo netto sopra 400, e che valori bassi aiutano a identificare chi ha un rischio minore tra le persone con malattia coronarica o scompenso cardiaco. Gli stessi autori definiscono però il d-ROMs un marcatore «emergente»: servono altri grandi studi prospettici, e non è stato dimostrato che lo stress ossidativo sia la causa diretta degli eventi.
Cosa può modificare i valori
- Infiammazione. Il d-ROMs tende a salire insieme alla PCR: un'infezione o un'infiammazione in corso possono alzarlo.
- Metabolismo. Negli studi è associato a glicemia, pressione, colesterolo, indice di massa corporea e grasso viscerale; nel diabete i valori tendono a essere più alti.
- Età. In alcune popolazioni i valori crescono con l'età.
- Contraccettivi ormonali. In un piccolo studio giapponese su 17 donne, il d-ROMs medio è passato da 321 a 512 U.CARR dopo tre mesi di pillola contraccettiva. Se la prendi, il medico deve saperlo.
- Malattie acute e sforzo. In situazioni acute la capacità antiossidante può cambiare rapidamente: per questo il prelievo si fa in condizioni stabili.
- Il campione. Emolisi e alcuni anticoagulanti delle provette possono falsare il risultato: il prelievo va fatto e trattato secondo il metodo.
I limiti, senza giri di parole
d-ROMs e BAP non sono esami raccomandati dalle linee guida per la popolazione generale e non fanno diagnosi di nessuna malattia. Sul d-ROMs c'è anche un dibattito tecnico: uno studio del 2014 ha sostenuto che nel siero umano il test riflette in buona parte l'attività della ceruloplasmina, una proteina del sangue, e non solo gli idroperossidi; un lavoro successivo, che ha misurato direttamente ceruloplasmina e rame, non ha trovato questa interferenza. La questione non è chiusa.
C'è poi un punto pratico importante: un d-ROMs alto non è un motivo per prendere antiossidanti a caso. Una revisione Cochrane di 78 studi randomizzati con quasi 300.000 partecipanti non ha trovato prove che gli integratori antiossidanti prevengano la mortalità; negli studi di migliore qualità beta-carotene e vitamina E la aumentavano leggermente.
Come li usiamo in LongME
Nel percorso LongME misuriamo anche lo stress ossidativo: d-ROMs e BAP con il metodo fotometrico di Carratelli, insieme agli oltre 80 valori del sangue delle nove aree. Il medico non li legge mai da soli: li confronta con PCR, glicemia, grassi nel sangue, farmaci (pillola compresa) e con come stavi il giorno del prelievo.
I risultati entrano nel tuo Profilo LongME, pubblicato dal medico. Se c'è uno sbilanciamento, il piano personale firmato da medico e nutrizionista agisce prima di tutto su ciò che lo alimenta, come alimentazione, movimento, sonno e fumo; gli integratori si usano solo se il medico li ritiene utili per te. Ai controlli il test si ripete e nell'app vedi l'andamento nel tempo.
Domande frequenti
Che cosa significa U.CARR?
È l'unità Carratelli, l'unità di misura del test d-ROMs. Per convenzione 1 U.CARR corrisponde a 0,08 mg/dL di perossido di idrogeno.
Qual è un valore normale di d-ROMs?
Nelle persone sane i valori attesi sono in genere tra 250 e 300 U.CARR; alcuni lavori arrivano a 350. Ogni laboratorio ha i propri intervalli e il medico legge il tuo valore con il resto degli esami.
E il BAP?
Nelle fasce che usa la clinica il BAP da 2.200 µmol/L in su è considerato ottimale; valori più bassi indicano una capacità antiossidante ridotta, in diversi gradi.
Ho il d-ROMs alto: devo prendere antiossidanti?
Non di tua iniziativa. Gli integratori antiossidanti non hanno mostrato benefici sulla mortalità e alcuni, negli studi, l'hanno aumentata leggermente. Il medico cerca prima le cause, come infiammazione, metabolismo o farmaci, e decide il piano con te.
Fonti
1. Izumino H et al. Balance of the prooxidant and antioxidant system is associated with mortality in critically ill patients. J Clin Biochem Nutr 2023;72(2):157-164
2. Pigazzani F et al. The prognostic value of derivatives-reactive oxygen metabolites (d-ROMs) for cardiovascular disease events and mortality: a review. Antioxidants 2022;11(8):1541
3. Schöttker B et al. Evidence for the free radical/oxidative stress theory of ageing from the CHANCES consortium: a meta-analysis of individual participant data. BMC Med 2015;13:300
4. Iamele L, Fiocchi R, Vernocchi A. Evaluation of an automated spectrophotometric assay for reactive oxygen metabolites in serum. Clin Chem Lab Med 2002;40(7):673-676
5. Kilk K et al. Assessment of oxidative stress in serum by d-ROMs test. Free Radic Res 2014;48(8):883-889
6. Studio di verifica sul ruolo della ceruloplasmina nel test d-ROMs. Free Radic Res, doi:10.3109/10715762.2015.1136063
7. Chen JT, Kotani K. Different effects of oral contraceptive and dydrogesterone treatment on oxidative stress levels in premenopausal women. J Clin Med Res 2018;10(2):146-153
8. Bjelakovic G et al. Antioxidant supplements for prevention of mortality in healthy participants and patients with various diseases. Cochrane Database Syst Rev, CD007176
Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026.
Queste informazioni non sostituiscono la visita medica. Per sintomi gravi o improvvisi chiama il 112.